UN UOVO AL GIORNO TOGLIE IL MEDICO DI TORNO

Alzi la mano chi non si è mai sentito dire che più di 2 uova a settimana fanno male o chi ritrovandosi con valori di colesterolo sopra la media è stato imbottito di statine e consigliato (purtroppo spesso dai medici) ad eliminare il colesterolo alimentare? Ma siete sicuri che questa sia la via giusta?

Innanzitutto, capiamo cos’è il colesterolo:

il colesterolo è una tipologia di grasso prodotto dal nostro organismo e che è molto essenziale alla vita per tanti motivi, tra cui:

  • dal colesterolo si crea la vita: la cellula uovo matura di una donna, ossia quella che mensilmente è pronta per essere fecondata, è infarcita di colesterolo. (Non a caso ne troviamo grosse concentrazioni nelle uova di gallina, che altro non sono che degli enormi oocita che, se fecondati, diverrebbero dei pulcini);
  • è contenuto nella membrana di tutte le nostre cellule, garantendo fluidità della membrana stessa e permettendo la comunicazione tra le cellule stesse;
  • permette di rendere assorbibili i grassi alimentari: una carenza di colesterolo può generare malassorbimento di grassi, steatorrea ed infiammazione intestinale;
  • promuove la sintesi proteica e la crescita cellulare;
  • da esso si formano gli ormoni steroidei (es. gli ormoni sessuali e il cortisolo). Di conseguenza con valori troppo bassi di colesterolo nel sangue si è maggiormente soggetti allo stress e a squilibri degli ormoni sessuali (amenorrea, cicli irregolari, scarsa libido, spossatezza cronica);
  • è essenziale al metabolismo della vitamina D: se siete carenti di vit. D e contemporaneamente avete bassi livelli di colesterolo, l’integrazione di vitamina D3 e la corretta esposizione solare saranno poco efficaci;
  • interviene a garantire l’impermeabilità intestinale (*La leaky gut è uno dei fattori imputabili alla genesi di patologie infiammatorie croniche intestinali come Crohn o rettocolite ulcerosa);
  • è coinvolto nelle vie metaboliche della serotonina: bassi livelli di colesterolo nel sangue sono stati associati a disturbi dell’umore come depressione, aggressività, schizofrenia, sindromi da dipendenza cronica e patologie neurodegenerative;
  • è un potentissimo antiossidante: aiuta a riparare le cellule danneggiate, agisce contro i radicali liberi e viene richiamato in sede di infiammazione per spegnerla.

Proprio quest’ultimo punto dovrebbe far riflettere, professionisti e non, sul perché il colesterolo nel sangue è alto. Il colesterolo infatti si alza in risposta ad uno stato infiammatorio, quindi bisognerebbe interrogarsi su quale sia la causa e agire su quella. Se diminuiamo il colesterolo alla cieca, stiamo semplicemente spegnendo un campanello di allarme ma non l’incendio. Anzi l’infiammazione rischia così di cronicizzarsi e in questo caso parte del colesterolo, prodotto dal nostro corpo a scopo terapeutico, viene ossidato creando un pericoloso circolo vizioso (le placche arterosclerotiche coinvolte nei problemi cardiovascolari sono infatti infarcite da colesterolo ossidato che è ben diverso da quello alimentare naturale).

Dunque, fermo restando che non tutti gli aumenti dei valori di colesterolo siano patologici, quando si rilevano livelli che vanno ben oltre la norma bisogna chiedersi cosa lo abbia fatto alzare piuttosto che preoccuparsi di abbassarlo a tutti i costi.
Alcuni dei motivi che potrebbero elevare i livelli di colesterolo nel sangue sono:

  • Infiammazione di vario genere: dalle ustioni più gravi alle malattie infiammatorie croniche come insulino-resistenza, diabete, ipertensione, disbiosi, problematiche intestinali.
  • Patologie autoimmuni: in particolare è frequente avere ipercolesterolemia in caso di ipotiroidismo con sindrome di Hashimoto, lupus, artrite reumatoide, psoriasi.
  • Perdita di massa magra in seguito a dieta fortemente ipocalorica, anoressia, malattia.
  • Uso di alcuni farmaci che agiscono sulla produzione di colesterolo. (es. pillola anticoncenzionale).
  • Infezioni (es. cistite o candida ricorrenti, parossitosi, infezioni virali).
  • Periodo di forte stress e/o assenza di sonno notturno (il colesterolo è la base da cui si costruisce il cortisolo, ormone usato dal nostro corpo per rispondere a stress psicofisico).
  • Eccesso di testosterone e/o androgeni (condizione frequente in donne con sindrome da ovaio policistico e persone che si allenano in palestra per ipertrofia muscolare).
  • Amenorrea e disequilibri ormonali femminili (es. endometriosi).

 

Se agite sulla causa dell’infiammazione il corpo diminuirà la produzione di colesterolo perché non sarà più necessario produrne in quantità massiccia. Se poi temete per il vostro rischio cardiaco, fate valutare anche il livello di omocisteina: è molto più pericoloso avere questa alta, che non il colesterolo.

Per quanto riguarda l’alimentazione, bisogna sapere che il colesterolo ingerito incide solo per il 10% sul colesterolo del sangue, ciò significa che su un valore di 250 mg/dl solo 25 mg dipendono dal colesterolo ingerito.

Nonostante ciò, il modo in cui ci alimentiamo può agire indirettamente sui valori ematici di colesterolo, ovvero incentivando o inibendo la nostra stessa produzione di colesterolo: l’enzima che nel nostro corpo produce questa molecola (HMG reduttasi) viene infatti stimolato dai carboidrati, dal fruttosio e dagli zuccheri semplici, e inibito dal colesterolo alimentare.

Dunque, in definitiva, chi ha il colesterolo elevato nel sangue dovrebbe ridurre le fonti di carboidrati raffinati e gli zuccheri, e paradossalmente aumentare il consumo di colesterolo! ATTENZIONE: stiamo parlando di colesterolo naturalmente presente nei cibi. Il colesterolo ossidato da processi industriali spinti (es. le alte temperature) e che si trova in cibi come il latte UHT e in parte di quello da banco frigo (dipende dai metodi di pastorizzazione), nei formaggi “fusi” (es. Sottilette o addirittura nel Fruttolo), nel latte in polvere, nella carne processata (es. i wurstel) va tassativamente evitato!

Le uova, al contrario, sono un alimento prezioso soprattutto per chi soffre di patologie autoimmuni, disequilibri endocrini e metabolici, ipovitaminosi e intestino permeabile, disturbi della concentrazione e stanchezza cronica. In linea di massima ciascuno di noi può mangiare quotidianamente 1-2 uova: ci sono limitazioni solo qualora ci fossero problemi alla cistifellea o se ci fosse un’allergia specifica all’alimento.

Il momento migliore per consumarle è la colazione: in questo modo si avranno più energie, concentrazione e sazietà durante tutto l’arco della giornata. Scegliete uova biologiche o, meglio ancora, del contadino, e scegliete metodi di cottura semplici, per preservare una buona digeribilità: alla coque, in camicia, bollite per soli 5-6 minuti o ad omelette.

 

Concludo con i link di alcuni studi scientifici che confermano quanto detto:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18726564

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23676423

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26109578

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23494579

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4586539/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22037012

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