OLIO DI COCCO E GRASSI MCT

L’olio o burro di cocco è un prodotto derivato dai grassi del cocco contenente elevate quantità di acidi grassi saturi a media catena (MCT) il cui utilizzo è ancora poco diffuso perché i più si fanno spaventare dall’espressione “contenete grassi saturi”. Falsi miti e luoghi comuni portano infatti fare di tutta l’erba un fascio e a concludere che Grassi saturi = grassi cattivi; ignorando che esistono invece varie tipologie di grassi saturi: a lunga, media e corta catena. Proprio la lunghezza della loro catena è fondamentale a determinare il destino metabolico di un grasso saturo: i saturi a catena corta o media vengono veicolati  tal quali dalla vena porta al fegato, senza interposizioni, quindi sono facilmente digeribili e offrono energia di pronto utilizzo (soprattutto per i muscoli). I saturi a catena lunga, invece, arrivano in circolo inglobati nei chilomicroni e passando per vasi linfatici e arterie, quindi compiono un percorso metabolico più tortoso, durante il quale possono essere soggetti a diversi cambiamenti strutturali .

Per quanto riguarda il livello salutistico, se i grassi saturi a lunga catena potrebbero contribuire alla formazione di placche aterosclerotiche (non ci sono tuttora prove scientifiche di ciò, se non studi vecchi e ampiamente smentiti dalla comunità medica e dai ricercatori), quelli a corta e media catena ricoprono sicuramente un ruolo importante come nutrimento della flora batterica intestinale, come stimolazione dei mitocondri, (vale a dire che sono utilissimi a risvegliare un metabolismo rallentato e importanti per il dimagrimento) , si rivelano preziosi alleati per un buon funzionamento intestinale (vengono dati a chi soffre di malattie infiammatorie croniche intestinali, a chi ha subìto resezioni dell’intestino o soffra di malassorbimento), sono antimicrobici e antisettici, migliorano l’assorbimento vitaminico e minerale e addirittura sembra abbiano un ruolo protettivo dal cancro al colon.

Per tutti questi motivi sarebbe utile introdurre abitualmente l’olio di cocco nella propria alimentazione. Gli usi sono svariati, ottimo ad esempio da aggiungere a una tazzina di caffé o alla tazza di té, al frullato, al latte o allo yogurt, ma anche per cucinare e rosolare gli alimenti (avendo un alto punto di fumo, è moto resistente alle alte temperature).

CONTROINDICAZIONI: può essere utilizzato tranquillamente senza effetti collaterali, tenendo ovviamente presente che si tratta di un olio quindi da utilizzare con moderazione e all’interno di uno stile alimentare corretto.

Nello specifico se si vuole migliorare la propria flessibilità metabolica e “forzare” i mitocondri a dover ricavare energia dai grassi durante l’attività fisica, i momenti più opportuni per assumere olio di cocco sono:

  • Al mattino a digiuno, come prima cosa al risveglio;
  • Prima degli allenamenti;
  • Dopo i pasti/giorni 12-16 ore successive a pasti/giorni più glucidici per ripristinare più efficacemente il metabolismo lipidico.

 

RIFERIMENTI:

-Canfora EE, Jocken JW, Blaak EE – Short-chain fatty acids in control of body weight and insulinasensitivity – Nat Rev Endocrino 2015 Oct;11 (10):577-91
-Lamarche B, Couture P – Dietary fatty acids, dietary pattern, and lipoprotein metabolism – Curr Opin Lipidol 2015 Feb;26(1):42-7
-Hu FB, Manson JE, Willet WC – Types of dietary fat and risk of coronary heart disease: a critical review  J Am Coll Nutr 2001 Feb;20(1):5-19
-Willet WC – Is dietary fat a major determinante of body fat? – Am J Clin Nutr

-Conrado S et al. Coconut oil: atherogenic or not?. Philippine Journal of Cardiology. 2003.

 

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